Conclusi gli aggiornamenti sull’affluenza per il referendum sul taglio dei parlamentari: secondo i dati definitivi ha votato il 53,84%. Ma l’argomento economico non starebbe in piedi di per sé. I senatori avevano potuto avanzare la loro richiesta perché le riforme costituzionali hanno un iter parlamentare speciale: se una riforma non ottiene una maggioranza di due terzi da ciascuna delle due camere nel voto finale si hanno tre mesi di tempo per chiedere che sia sottoposta a referendum; servono le firme di un quinto dei membri di una delle due camere – per i senatori la soglia è di 64 – 500.000 elettori o 5 consigli regionali. Oggi ci sono un deputato ogni 96 mila abitanti e un senatore ogni 188 mila abitanti. Referendum taglio parlamentari 2020 risultati/ Sì vince con 70%: M5s e Lega in festa. La riforma costituzionale sulla riduzione del numero dei parlamentari era stata approvata all’inizio di ottobre 2019 con il voto favorevole praticamente di tutti i partiti. Il quorum non serve per il referendum sul taglio del parlamentari trattandosi di un referendum costituzionale confermativo. Ricordiamo che lo scrutinio delle Comunali avverrà domani, esattamente come per la Regione Valle d’Aosta. Referendum taglio dei parlamentari: data e quesito e come si vota. Non è rilevante in termini politici ciò che è rilevante è il voto al Sì, è l’assoluta normalità. Domenica 20 e lunedì 21 settembre gli italiani saranno chiamati a esprimersi sul referendum costituzionale riguardante il taglio dei parlamentari. In attesa dei dati finali sul Referendum 2020, occorre ricordare che la votazione sul taglio dei parlamentari riguarda un referendum confermativo, ovvero che conferma/respinge una modifica costituzionale già approvata dal Parlamento. Tutti i risultati del referendum costituzionale e delle elezioni del 2020. Secondo la prima proiezione diffusa dalla Rai, al referendum sul taglio dei Parlamentari vincerà il Sì con il 65,6% dei voti circa, contro il 34,4% di voti per il No. Il referendum di Renzi, dice Nasi, è stato esattamente quello che si è verificato oggi: “Ai tempi di Renzi il parlamento era diviso a metà e si sapeva che c’era una frangia del centrosinistra che voleva votare contro di lui con il centrodestra unito si sapeva avrebbe perso. Nello specifico si vota domenica 20 settembre dalle 07.00 alle 23.00 e lunedì 21 settembre dalle 07.00 alle 15.00. Pronostici rispettati dopo i primi exit poll usciti sul Referendum costituzionale 2020, con il Sì vincente in una fornice che sembra ormai definitiva: il Sì alla riforma sul taglio dei parlamentari vincerebbe tra il 60-64% mentre il No resta tra il 36-40%, riferisce l’exit poll delle ore 15 diffuso da Opinio-Rai. Intanto prosegue lo spoglio elettorale con il Sì vincente al 69,5% dopo quando mancano solo 5mila Comuni da sezionare in tutta Italia, con No al 30,45% e affluenza finale al 54,58%. Chi vota “no” ne chiede invece l’abrogazione. Il quesito dice: “Approvate il testo della Legge Costituzionale concernente “Modifiche degli articoli 56, 57 e 59 della Costituzione in materia di riduzione del numero dei parlamentari” approvato dal Parlamento e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana – Serie generale – n. 240 del 12 ottobre 2019?”. I tempi sono ora piuttosto stretti e a inizio agosto Zingaretti è tornato a chiedere alla maggioranza di rispettare gli accordi sulla legge elettorale: apparentemente Zingaretti considera sbagliata la modifica costituzionale sul numero dei parlamentari – che il PD ha approvato – a meno che non si approvi una nuova legge elettorale. Per Mannheimer dunque era lecito aspettarsi una maggioranza di Sì e un consistente numero di No: “Se i sostenitori del No avessero avuto più tempo e si fossero mossi prima, forse avrebbero ottenuto più consensi”. E ora come se niente fosse votiamo lo stesso Sì? ARTICOLO 56 « La Camera dei deputati è eletta a suffragio universale e diretto, in ragione di un deputato per ottantamila abitantio per frazione superiore a quarantamila. La legge doveva entrare in vigore a gennaio, ma una richiesta dei senatori, di fatto, l’aveva sospesa rendendo necessario il referendum. Come si ricorderà domenica 20 e lunedì 21 settembre il popolo italiano voterà il referendum confermativo sul taglio dei parlamentari, in concomitanza con le elezioni regionali e comunali. La riforma avrà un effetto iper-selettivo, limitando sensibilmente la voce in Parlamento delle forze minori e distorcendo la rappresentanza a vantaggio dei territori più popolosi». Nicolò Olia - 20 Settembre 2020; Sì o no al taglio dei parlamentari? Nonostante la differenza di vedute all’interno del Carroccio, Roberto Calderoli ha tenuto a ricordare: «Finalmente, dopo quasi 30 anni di battaglie parlamentari in commissione ai Aula, si realizza questo mio sogno che ho sempre portato avanti con ostinazione in quasi tre decenni, quello di ridurre il numero dei parlamentari per avere un Parlamento più snello, meno costoso e soprattutto più funzionale ed efficace nell’interesse dei cittadini.Ma ora non si rovini tutto con una legge elettorale proporzionale che ci farebbe tornare alla prima Repubblica, una legge che farebbe governare le solite ammucchiate di partiti che perdono le elezioni e poi governano senza averle vinte». Ringrazio Luigi (Di Maio, ndr) che ha creduto in questo percorso». Si chiede agli italiani di confermare la volontà della legge votata in parlamento da Pd-M5s-FI-FdI-LeU (ma ora non più appoggiata da Forza Italia, che lascia libertà di voto all’elettorato): con il Sì al Referendum la legge verrebbe subito approvata dalla prossima legislatura, con il No invece il Parlamento continuerebbe ad avere 945 parlamentari come avvenuto fino ad oggi. Referendum, quanto si risparmia con il taglio dei parlamentari 27 Agosto 2020, di Alberto Battaglia Il referendum confermativo che sottoporrà al vaglio popolare la riduzione dei parlamentari da 945 a 600 unità è stato fissato per le date del 20 e 21 settembre . Sono eleggibili a deputati tutti gli elettori che nel giorno delle elezioni hanno compiuto i venticinque anni di età.» ARTICO… Il sì al referendum ha superato i 17 milioni di voti. Diretta risultati Referendum 2020 sul taglio dei parlamentari: Sì vince al 69,94% contro No (30,06%), affluenza e dati 21 settembre. Per questo motivo, a livello di Costituzione, non serve alcun quorum che “validi” il voto: il risultato sarà valido a prescindere dal numero di voti espressi. In parallelo, usciranno gli exit poll per Regionali, Suppletive e Comunali 2020: a livello di diffusione degli exit poll, dalle 15 usciranno gli instant poll Quorum/YouTrend su Sky Tg24, intention poll per Tecné su Mediaset Rete 4, exit poll di Opinio per la Rai. E ancora: «Quegli impegni non si sono realizzati. Secondo le proiezioni di Opinio-Rai al 5% il Sì alla riforma sul taglio del numero di parlamentari sarebbe al 65,6% mentre il No insegue al 34,4%; con la seconda tornata di proiezioni Opinio invece (copertura del 9%), il Referendum costituzionale vede il Sì salire al 66,6% e No al 33,3%. Referendum 2020 taglio dei parlamentari: Il 20 e 21 settembre 2020 i cittadini sono stati chiamati a votare la riduzione del numero dei parlamentari da 945 a 600, di cui 400 alla Camera e 200 al Senato, in concomitanza con le elezioni amministrative e regionali. E più è alto questo rapporto, spiega Il Manifesto, «meno i cittadini sono rappresentati, nel senso che un parlamentare deve rappresentare una fetta maggiore di “popolo”». Sì o No Però la maggior parte dei giornali, delle televisioni e dei politici avevano tutti fatto propaganda per il No: “Non proprio tutti ma va detto appunto che il No è un voto di chi legge i giornali, che è una minoranza, un voto che richiedeva più riflessione, mentre il Sì è un voto più immediato che non richiedeva altrettanta riflessione”. Con l’approvazione della riforma saranno ridotti anche i parlamentari eletti dagli italiani all’estero: passeranno da 12 a 8 e i senatori da 6 a 4. Il taglio del numero dei parlamentari è stato invece molto criticato e argomentato da diversi esperti e giuristi, secondo i quali non porterebbe solo a una riduzione numerica. La tappa della riduzione del numero dei parlamentari sarebbe poi solo un punto di partenza, non di arrivo: ma il primo e il più significativo per procedere successivamente con altre riforme necessarie a eliminare il malfunzionamento delle istituzioni. (agg. Gli italiani stanno votando Sì o No al taglio dei parlamentari? “I 5 stelle son sempre stati uno dei punti di riferimento del popolo italiano” aggiunge riferendosi al fatto che nonostante nel voto regionale abbiamo preso punteggi molto scarsi, quando si muovono per iniziative come queste ottengono grandi risultati. Come si vota e dove: dati affluenza. In Liguria, Veneto, Toscana, Puglia, Marche, Campania e Valle d’Aosta l’affluenza ieri sera si è fermata al 46,2%, mentre nelle restanti 13 Regioni il dato è sceso al 35,5%, dimostrando come l’attrattiva di Amministrative e Regionali sia più “influente” del ‘solo’ Referendum costituzionale. Nonostante l’iniziale apparente unanimità nel sostenere la riforma, 71 senatori di vari partiti avevano infatti firmato per indire un referendum costituzionale. Ma cosa si può evincere da questi dati? Tutto pronto, i seggi sono appena stati chiusi e a breve arriveranno i primi exit poll sul Referendum costituzionale 2020 per la riforma sul taglio dei parlamentari: lo spoglio elettorale comincerà proprio dalla votazione referendaria il che significa che anche le prime proiezioni dalle 15.30 circa saranno orientati sul Referendum. Quel numero deriva dalla Costituzione del 1948, leggiamo due articoli. Altri, in modo simile, sostengono che vada preso atto della crisi della democrazia rappresentativa e che dunque, invece di difendere le istituzioni così come sono, sia necessario rinnovarle. In Italia tiene banco la discussione sul referendum per il taglio dei parlamentari. “Due sì e un no non significa che uno ha vinto e uno ha perso è la normalità di un referendum di questo tipo. E il risultato è straordinario. Ecco l'elenco dei 64 inquilini di Palazzo Madama che hanno firmato per promuovere il referendum sul taglio dei parlamentari. Oltre al problema di rappresentanza legato alla penalizzazione di alcuni territori, si pone un problema di rappresentanza in generale: aumenterebbe cioè il rapporto tra il numero degli abitanti e il numero dei parlamentari (deputati e senatori). Il referendum non sarà accompagnato da una riforma più ampia sul funzionamento del parlamento, cosa che potrebbe consentire alla riduzione di renderlo realmente più efficiente. Dal 1990 ben quattro volte. Il 20 e 21 settembre si vota per un referendum costituzionale sulla riduzione di un terzo del numero dei parlamentari di Camera e Senato. Domenica e lunedì gli italiani saranno chiamati alle urne per confermare o meno la riforma del taglio dei parlamentari, che prevede 230 deputati e 115 senatori in meno dalla prossima legislatura. Secondo i favorevoli, il taglio renderebbe dunque il parlamento più efficiente, migliorerebbe «il rapporto tra cittadini e istituzioni» ed eliminerebbe «la frammentazione tra svariati gruppi parlamentari, che a volte non rappresentano le principali forze politiche presenti nel paese ma gruppetti che servono solo a organizzare la sopravvivenza sulla poltrona». Il rischio, dice, è che la rappresentanza venga «soppiantata dalla rappresentazione»: un parlamento ridotto nelle dimensioni finirebbe insomma «con l’essere “nominato” da un gruppo di capi corrente e partito». Il Movimento 5 Stelle è il partito che ha portato avanti e sostenuto la riforma come parte della sua lunga campagna cosiddetta “anti-casta”, ma in realtà quasi tutti i grandi partiti hanno mostrato interesse o simpatia per gli stessi temi (le ultime due riforme costituzionali proposte, e bocciate dagli elettori, prevedevano tra le altre cose anche il taglio del numero dei parlamentari). Il tema è sempre lo stesso, la firma per la modifica degli articoli 56, 57 r 59 della Costituzione che arriverebbe a tagliare 345 parlamentari dalla prossima Legislatura: da 630 a 400 deputati alla Camera, da 315 a 200 senatori a Palazzo Madama. Il Senato, ha spiegato Lorenzo Cuocolo, professore di Diritto costituzionale comparato ed europeo all’Università di Genova, in base alla Costituzione deve essere eletto su base regionale: «È evidente che le Regioni più piccole – come la Liguria – avranno una grande difficoltà ad essere compiutamente rappresentate in Senato, sia con esponenti della maggioranza, sia con esponenti delle minoranze. Quindi, c’è sempre l’auspicio per qualsiasi tipo di votazione, per qualsiasi tipo di referendum, abrogativo, costituzionale, una partecipazione dei cittadini». Nel caso di referendum abrogativo invece si avrebbe un atto singolo con il quale si abroga una legge in vigore e per il quale è previsto un quorum di partecipazione minima come forma di garanzia: nel caso del Referendum 2020 tutto questo non avviene e dunque non servirà alcun quorum. Per quanto inizialmente contrario al taglio, il PD ha cambiato idea lo scorso ottobre, dopo essere andato al governo con il Movimento 5 Stelle e aver sottoscritto un’alleanza che prevedeva l’appoggio alla riforma, ma a certe condizioni. I risultati arriveranno dopo lo spoglio elettorale che comincerà immediatamente alle ore 15 di lunedì, con la diretta live anche qui sul Sussidiario.net che si aggiornerà di pari passo ai primi exit poll e i dati finali. Copertura: 80%#ReferendumCostituzionale#MaratonaYouTrend pic.twitter.com/Yda3etXEhs, — YouTrend (@you_trend) September 21, 2020. «Le forze anti-popolo volevano colpire il Governo, volevano colpire la legge del M5s e volevano colpire anche il sottoscritto: quasi che qualcuno sperasse nella vittoria del No per avere poi una sconfitta del M5s e mia», è il primo commento di Luigi Di Maio dopo il Sì vincente del Referendum costituzionale sul taglio dei parlamentari. Il quesito che si trova sulla scheda elettorale del Referendum costituzionale 2020 vede la seguente dicitura: «Approvate il testo della legge costituzionale concernente “Modifiche degli articoli 56, 57 e 59 della Costituzione in materia di riduzione del numero dei parlamentari” approvato dal Parlamento e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana – Serie generale – n. 240 del 12 ottobre 2019?». La campagna elettorale è ormai agli sgoccioli ed è quindi opportuno fare il punto. Ieri nella prima parte delle votazioni si è ampliata la forbice di affluenza al Referendum tra le Regioni al voto per le Regionali (Valle d’Aosta, Liguria, Veneto, Toscana, Marche, Campania, Puglia) e le altre: citando i dati di YouTrend, alle ore 19 le 7 regioni con regionali segnavano il 34,2% mentre le restanti 13 regioni “calavano” al 27,3% rispetto alla media finale del 29,9%. Il dato definitivo dell’affluenza per il referendum si è attestato alle ore 23 di ieri al 39,38%. Il referendum sul taglio dei parlamentari sarà il quarto referendum costituzionale nella storia della Repubblica Italiana (gli altri tre sono stati il referendum sul Titolo V del 2001, quello sulla riforma costituzionale del centrodestra nel 2006 e quello sulla riforma costituzionale voluta dal PD nel 2016). Indipendentemente dal numero di votanti, il risultato quindi viene sempre preso in considerazione. Non guadagnano né perdono i 5 stelle ma completa la sua funzione”. Ma all’interno del suo stesso partito ci sono posizioni più decise. Con il taglio ci sarebbe un deputato ogni 151 mila abitanti e un senatore ogni 302 mila. I partiti e il PD (a cura di Paolo Vites e Niccolò Magnani). Il referendum costituzionale in Italia del 2020 è stato indetto per approvare o respingere la legge di revisione costituzionale dal titolo "Modifiche agli articoli 56, 57 e 59 della Costituzione in materia di riduzione del numero dei parlamentari". Non è una sorpresa per Renato Mannheimer, sondaggista di lunga data, la vittoria del Sì al referendum per il taglio dei parlamentari. In entrambi i casi sarà un messaggio molto importante lanciato al Governo Conte-2 che – assieme a Regionali e Comunali – prospetta possibili scenari post-voto che vanno dal rimpasto alla “spallata” del Cdx fino al semplice proseguire della legislatura. “E’ una vittoria 2 a 1” commenta al Sussidiario.net il decano dei sondaggisti italiani Nicola Piepoli. Resta comunque importante il dato dell’affluenza anche per capire – in relazione al risultato finale – quale sia stato l’interesse dei cittadini davanti ad una legge da anni annunciata dal Movimento 5 Stelle e sulla quale il Governo giallorosso vi ha scommesso l’iniziale patto di alleanza nell’estate 2019. Risultati Referendum 2020 taglio parlamentari in diretta: quesito, testo legge, ragioni Sì e No, effetti post voto. E’ quello che è successo con il governo attuale: se ci fosse stato un centrodestra compatto che votava per il No solo per buttare giù il governo con qualche volto trasversale del centro sinistra questi andavano sotto perdendo il referendum”. Il primo si potrebbe riassumere nella formula che “la democrazia non ha prezzo” e che se la logica è quella dello spendere meno potrebbe sempre arrivare qualcuno, in futuro, a proporre un risparmio ancora maggiore. A constitutional referendum about the reduction of the size of the Italian Parliament was held in Italy on 20 and 21 September 2020. Immediato l’iter scattato con la chiusura della sezione per la santificazione e i componenti del seggio isolati a scopo precauzionale: tutti i componenti sono stati così sostituiti per permettere il trasferimento della sezione in un’altra aula della scuola. Questo elemento, in aggiunta ad un’affluenza che secondo gli addetti ai lavori supererà il 50% mette tranquillo Luigi Di Maio, ex capo politico M5s che secondo La Repubblica già ieri ostentava una certa serenità sull’esito della consultazione referendaria: “Col 40 per cento di votanti siamo in sicurezza“. Sfiora il 40% l’affluenza nazionale al referendum sul taglio dei parlamentari. Referendum, cosa succede se vince Sì/ Taglio parlamentari: cambiano Camera e Senato. Leggi su Sky TG24 l'articolo Referendum, come cambia il parlamento dopo il taglio Saranno 345 i parlamentari in meno, 230 alla Camera e 115 al Senato. Referendum taglio dei parlamentari: i costi Il Moviemento 5 Stelle pone da sempre la proposta della riduzione del numero dei parlamentari come elemento cardine per il taglio dei costi della politica. Ogni votazione è espressione di una partecipazione democratica. Praticamente possiamo solo dire sì a ogni capriccio del M5s, anche se si tratta di distruggere la nostra democrazia?». Per il referendum sul taglio dei parlamentari si vota nelle giornate del 20 e del 21 settembre. Ultimo aggiornamento: 21 settembre 2020 ore 21:50 QUESITO 1. «Rinnovo l’appello alla collaborazione a tutti gli alleati e a fare di tutto affinché, a partire dal testo condiviso dalla maggioranza, si arrivi entro il 20 settembre a un pronunciamento di almeno un ramo del Parlamento». Questo sarà il quesito presente sulla scheda. Capire infine come si vota è compito assai più semplice: nella casella SÌ si sceglie di confermare la legge voluta dal Movimento 5 Stelle, con la casella NO invece si rifiuta la legge costituzionale facendo rimanere immutati i 630 deputati e 315 senatori. Dopo il caso di Genova ieri o è Taranto a chiudere un seggio nella sezione 69 (scuola “Volta” di Taranto) per sospetto caso di Covid-19: uno scrutatore dopo la prima giornata di votazione per oggi non si è presentato accusando febbre e sintomi influenzali. I gruppi parlamentari diventerebbero più piccoli e facilmente controllabili da leader e segretari. Come si vota elezioni regionali 2020/ Presidente con sintomi Covid: chiuso seggio a.. FINANZA & ELEZIONI/ Le domande che regionali e referendum lasciano senza risposta. Stando all’analisi del voto di Tecné, tra l’elettorato PD ha prevalso il No col 55%. La proposta sul taglio dei parlamentari era stata firmata da 71 senatori, 7 in più del numero minimo richiesto. Dai primi dati che emergono vince nettamente il sì al referendum sul taglio dei parlamentari: la maggioranza degli italiani – più di due su tre, circa il 70% – ha votato a favore della legge costituzionale già approvata dal Parlamento che riduce il numero dei deputati da 630 a 400 e quello dei senatori da 315 a 200.Trattandosi di un referendum consultivo, non è previsto un quorum. Verrebbe poi distorto il rapporto tra rappresentanti e rappresentati. Più in generale il taglio dei parlamentari rischierebbe di allontanare ulteriormente l’elettorato dalla politica. Il Referendum sul taglio dei parlamentari 2020 ha visto prevalere nettamente il Sì: come anticipato dagli ultimi sondaggi politici disponibili, il via libera alla riforma costituzionale è arrivato con il 69,94% dei voti. Il No si è fermato a quota 30,06%. Ci siamo fatti promotori (di questa riforma) imponendola, come tema, alle altre forze politiche. Diversa l’opinione di Arnaldo Ferrari Nasi, sociologo, specializzato nel campo della Pubblica opinione: “Il Movimento 5 stelle ha vinto perché ci sono stati errori politici mostruosi a livello dell’errore politico che fece Renzi da parte dell’opposizione”. Stefano Ceccanti, deputato del Partito Democratico, ha poi spiegato in un’intervista a Repubblica che il parlamento «non ha più l’esclusiva nella produzione di norme»: le regioni hanno cioè potere legislativo così come è in crescita il «rilievo normativo dell’Unione europea». Cosa prevede e qualche numero Taglio dei parlamentari: trionfo del sì con quasi il 70%. Approvate il testo della legge costituzionale concernente "Modifiche agli articoli 56, 57 e 59 della Costituzione in materia di riduzione del numero dei parlamentari"? Dopo gli exit poll emersi subito dopo la chiusura dei seggi emerge sia il dato dell’affluenza finale al Referendum Costituzionale (vicino al 54% quando mancano solo 400 Comuni da scrutinare) e sia soprattutto i primi dati sulle proiezioni del voto. Aumenta divario tra FdI e M5s, Tremonti: ”bolla finanziaria dopo la peste”/ “Ora serve vaccino contro fanta-finanza”, LOCKDOWN NATALE, VERSO NUOVO DPCM/ “Zona rossa 24 dicembre-6 gennaio”: decisione oggi, Cashback di Natale, è polemica/ “Si invita a spendere ma si creano assembramenti”, APPELLO A CONTE/ "Vada in parlamento o il suo Recovery è incostituzionale", Diretta/ Liverpool Tottenham (Premier League) streaming e tv: le prime si affrontano, Morgan escluso da Sanremo 2021/ Attacca Amadeus: "scelta artistica di chi artista non è", DIRETTA/ Avellino Monopoli (risultato 3-0) video streaming tv: 3 gol in pochi minuti. “ai miei amici avevo detto che il Sì avrebbe toccato il 65%”. E ancora: «Forse il referendum non c’era bisogno di farlo, ma quando i cittadini vengono interpellati, questo ci dà la direzione da prendere». I … Il referendum sarà confermativo, servirà cioè a confermare l’approvazione di una riforma costituzionale che non ha ottenuto almeno due terzi dei voti in ciascuna camera. Sono favorevoli, oltre al Movimento 5 Stelle, anche la Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia: l’opposizione sosterrà dunque una riforma del governo. “L’Italia ha troppi parlamentari” è uno dei mantra più ricorrenti, ma nessuno conosce il motivo per cui si è arrivati all’attuale numero di deputati e senatori. I pro e i contro della proposta nata durante il primo governo Conte, sostenuto da Lega e M5s. Taglio dei parlamentari, perché votare “Sì” I dati reali del Viminale invece, con la copertura di 6,990 sezioni su 61.622 il Sì è addirittura al 6,9,28% contro il 30,72% del No al taglio di 345 parlamentari. L’attuale numero di deputati e senatori era basato sull’idea «che il parlamento fosse in sostanza esclusivo della produzione normativa vigente», ma visto che questo assetto «monopolistico» si è modificato il taglio è una naturale conseguenza che porterà automaticamente a un sistema più funzionale. Gianni Cuperlo ha motivato il suo No parlando di un «taglio dei deputati e dei senatori operato con le cesoie senza un ridisegno del bicameralismo e motivato (…) con la propaganda sui costi della politica». Il referendum costituzionale per il taglio dei parlamentari ha segnato la vittoria "Sì". L'Alligatore/ Anticipazioni ultima puntata oggi 15 dicembre: Max morirà? siamo ancora qui e abbiamo dimostrato di essere trainanti, il motore del cambiamento. Dati reali: Di Maio “trionfo M5s” Sono contrari alla riforma alcuni piccoli partiti, come i Radicali e Sinistra Italiana, e numerosi singoli parlamentari sparsi tra vari gruppi. Questo perché attualmente l’Italia è il paese con più rappresentanti eletti in numero assoluto (945 tra deputati e senatori) di tutta l’Europa occidentale. In scienza e coscienza. Il referendum avrebbe dovuto svolgersi lo scorso 29 marzo, ma era stato rimandato a causa dell’epidemia da coronavirus. Il sì ha vinto al referendum costituzionale del 20 e 21 settembre 2020 sul taglio del numero dei parlamentari. Secondo quanto sottolineato da YouTrend, nei centri delle grandi città non si sta notando quella partecipazione di massa che era una delle speranze dei sostenitori del No per bilanciare il voto delle periferie, sulla carta più favorevoli al taglio. Se così rimanesse la forbice, la vittoria del M5s sarebbe palese con il voto sul taglio dei parlamentari che conferma anche le intenzioni di voto manifestate da Lega e Fratelli d’Italia nella breve ma intensa campagna elettorale di agosto-settembre: si va dunque verso il taglio di 345 parlamentari rispetto a quanto presente in Costituzione fino a questo Referendum.

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